Migration and Memory di Deborah Howard

Deborah Howard per lavorare contemporaneamente sui due temi a lei più cari, il tempo e l’arte, ha trovato una propria personalissima strada nelle scarpe.

La scarpa, di qualunque genere essa sia, diviene per la Howard il correlativo oggettivo del concetto al tempo stesso di Arte, Memoria e, in questa mostra nello specifico, di Migrazione.

“La scarpa è l’unico indumento che può stare in piedi da solo, così come l’essere vivente che sta in piedi nelle proprie scarpe”. In questo senso la scarpa può diventare, nell’ottica della Howard, la presenza in assenza dell’essere umano ed in quanto tale farsi testimone di una memoria di vita.

Le scarpe che l’artista mette in mostra sono in parte indumenti “veri”, calzature realmente appartenute a qualcuno di cui, attraverso la forma impressa nel materiale, raccontano un tratto di vita, e in parte oggetti ricreati con diversi materiali: vetro, pietra d’Istria, ferro ed altro ancora, talvolta accompagnati da pannelli dipinti che suggeriscono in forma suggestiva la strada percorsa.

Migration and Memory, questo il titolo della mostra al Museo ebraico di Venezia, propone al visitatore una forma di oggettivazione della memoria estremamente interessante ed al tempo stesso decisamente contemporanea nei contenuti e nelle forme. Quindi un’indagine sulla Memoria non solo rispetto al passato ma anche in relazione al presente attraverso oggetti che sottolineano un’assenza perché ci dice la Howard “… Una scarpa logora mantiene la presenza della persona che l’ha indossata e i diversi tipi di scarpe sono il segno del tempo e della storia, e simboli di età, sesso e culture”.

Deborah Howard è Associate professor of Painting all’Università di Denver in Colorado, ha esposto in molti stati americani e alcune sue opere sono conservate allo Holocaust Art Museum Yad Vashem a Gerusalemme.

La mostra Migration and Memory resterà aperta al pubblico negli stessi orari del museo dalle 10,00 alle 19,00 chiuso il sabato e le feste ebraiche.