LE SINAGOGHE
on ci si può accostare all'anima del quartiere ebraico se non partendo dalle sinagoghe.
Le sinagoghe del Ghetto Nuovo si trovano alla sommità degli edifici ad esse preesistenti e sono difficilmente riconoscibili dall'esterno, mentre all'interno si rivelano quali piccoli gioielli.
I punti focali delle sinagoghe sono l' ’Aròn ha Qòdesh, l'armadio che custodisce la Torà, e la Bimà, il pulpito dal quale si leggono i brani della Torà; l'impostazione dello spazio interno è dettato dalla collocazione dell' ’Aròn Ha Qòdesh, che deve essere orientato verso Gerusalemme.
La Sinagoga Scuola Grande Tedesca
a Scola Grande Tedesca, di rito ashkenazita, era sorta con impianto centrale, cioè con il pulpito al centro dell'aula cultuale, poi il rilievo di alcuni problemi statici ha fatto sì che il pulpito venisse spostato in posizione opposta all’ ‘Aròn Ha Qòdesh per non sollecitare troppo il pavimento, verso la fine del XVIII secolo. L'irregolare pianta della Scola Grande Tedesca è resa armonica dal tardo inserimento di un matroneo ellittico, e dalla decorazione delle pareti ricoperte di marmorino e da una scritta, il Decalogo, in lettere dorate su sfondo rosso, che corre lungo tutto il perimetro dell'aula cultuale.
La Sinagoga Scuola Canton
a prima sinagoga veneziana a nascere con impianto bifocale, cioè con la Bimà contrapposta all' ’Aròn, è la Scola Canton, fondata nel 1531/32. Nonostante la data di fondazione, la Scola Canton ha assunto, in virtù degli interventi settecenteschi, un aspetto barocco con esiti rococò. La decorazione della Scola Canton rappresenta un unicum in Europa per la presenza di otto pannelli lignei raffiguranti episodi biblici tratti dal libro dell'Esodo, quali il passaggio del Mar Rosso, l'altare dei sacrifici, la manna, l'Arca sulle rive del Giordano, Qòrach, il dono della Torà e Mosè mentre fa scaturire l'acqua dalla roccia.
La Sinagoga Scuola Italiana
a Scola Italiana, sorta nel 1575, è la più semplice delle sinagoghe veneziane, risulta però essere la più luminosa, grazie a cinque ampie finestre che si aprono sul lato del campo, e la più austera in virtù dell'assenza dei toni sfavillanti della foglia d'oro che orna le due sinagoghe ashkenazite. Anche nella Scola Italiana a dominare sono i due fuochi, ’Aròn e Bimà; questa in particolare si trova in posizione molto elevata rispetto al piano dell'aula cultuale, donando all'intera elegante struttura, a pianta quadrangolare, un'armonica sobrietà.
La Sinagoga Scuola Levantina
a Scola Levantina fondata forse nella prima metà del XVI secolo, fu riedificata nella seconda parte del XVII secolo. Pur senza documenti che l'attestino in modo inequivocabile, si parla di interventi della scuola di Baldassarre Longhena, i cui moduli stilistici sono evidenti nella facciata, e, forse, di Andrea Brustolon per l'importante pulpito. Ancora una volta l'attenzione del visitatore è rapita dai due fuochi, l' ’Aròn Ha Qòdesh in marmo policromo, ricco ed austero allo stesso tempo, e, soprattutto, il pulpito di grande effetto, sontuoso ed orientaleggiante, di tipico gusto seicentesco, che si erge sull'aula cultuale colmandola di sé, rendendo quindi il luogo della lettura della Parola dominante su tutta la struttura.
La Sinagoga Scuola Ponentina o Spagnola
a Scola Spagnola, fondata nella seconda metà del XVI secolo, fu ricostruita nella prima metà del XVII secolo. La più imponente delle sinagoghe veneziane è di grande impatto scenografico: si sale un ampio scalone bipartito che immette in una vasta aula cultuale esaltata da un elevatissimo matroneo ellittico. Sempre ad impianto bifocale, la compostezza stilistica rivela la mano di un sapiente architetto e, come per la Scola Levantina, si pensa alla scuola del Longhena, i cui tratti stilistici si leggono anche nell'elegante disegno dell' ’Aron Ha Qòdesh, in marmo policromo.
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