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GLI EBREI A VENEZIA, LA NUOVA SEZIONE MUSEALE

a nuova sezione museale, così come è stata concepita dal prof. Umberto Fortis, direttore scientifico del museo, vuole accompagnare il visitatore attraverso un percorso storico-culturale che permetta di comprendere le tappe fondamentali che gli ebrei hanno percorso nella loro permanenza veneziana.

I pannelli esplicativi presentano le immigrazioni dei diversi gruppi etnici ebraici in città e introducono il tema dell’usura, imprescindibile per comprendere la nascita di antichi e, purtroppo, persistenti pregiudizi nei confronti degli ebrei.

La nuova area espositiva permanente presenta quindi i diversi gruppi etnici, o nationi, come si usava chiamarli un tempo, ricordandone i costumi e presentando una scelta di documenti e oggetti liturgici.
Nel pur poco spazio disponibile non poteva mancare una sezione relativa alla vita culturale del ghetto veneziano e dedicata ai suoi maggiori esponenti, quali, per citare i due più famosi, il rabbino Leon Modena e la poetessa Sara Copio Sullam.

Una sezione è dedicata all’editoria ebraica veneziana, famosa in tutta Europa per le pregiate edizioni, qui impreziosita dalla presenza di volumi antichi già custoditi nella Biblioteca-Archivio “Renato Maestro”.

L’itinerario museale prosegue con alcuni interventi didascalici relativi al periodo settecentesco e all’ingresso degli ebrei nella società veneziana dopo l’apertura dei portoni del ghetto. A concludere la prima sezione del rinnovato Museo Ebraico di Venezia, è stato predisposto un percorso fisico ed emozionale per accostarsi alle crescenti difficoltà che gli ebrei a Venezia, come nel resto d’Europa, hanno dovuto affrontare durante l’oppressione nazifascista.

A concludere l’ampliamento del museo dovrà essere l’allestimento di sale dedicate al ciclo della vita (nascita, matrimonio e maggiorità religiosa); al momento sono inserite nelle sale esistenti oggetti relativi a nascita e matrimonio, con l’esposizione di oggetti e abiti e ketubbòth (contratti matrimoniali).

Attualmente la nuova area è solo parzialmente allestita e presenta didascalie provvisorie, comunque è aperta al pubblico che ha dimostrato di apprezzarla nonostante l’evidente incompletezza.